
Non si può non comunicare
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Apprendere con il corpo, il cuore e l’anima: quando l’esperienza diventa vera consapevolezza.
Ci sono insegnamenti che possiamo leggere, ascoltare, persino capire... ma che non diventano parte di noi finché non li viviamo.
Nel mio percorso personale e professionale, prima come persona, poi come guida per altri nel mondo della relazione con i cavalli, ho compreso che la vera conoscenza nasce dall’esperienza.
Solo ciò che attraversa il corpo, il cuore e le emozioni si radica davvero dentro di noi, trasformandoci in profondità.
È stato il mio rapporto con i cavalli a mostrarmi tutto questo.
Non si può “teorizzare” una relazione con un cavallo.
Non basta conoscere tecniche o principi.
Loro ti vedono per quello che sei, oltre le maschere, oltre i ruoli.
Ula è stata la mia prima grande maestra: è stata la mia prima cavalla, quella che mi ha messo davanti a uno specchio più vero di qualsiasi libro o terapia.
Con lei ho iniziato a vedere i miei schemi relazionali, le aspettative, i tentativi (inconsapevoli) di controllare, compiacere, evitare.
Ula mi ha fatto scoprire quanto spesso le mie modalità relazionali non fossero realmente utili, né per me né per chi avevo davanti.
Grazie a lei ho iniziato a mettermi in discussione. Non è stato facile.
Ma è stato necessario.
Molti anni dopo è arrivato Sky.
Con lui è iniziata una fase diversa, più matura. Sky mi ha spinto oltre i miei limiti interiori.
È grazie a lui se ho trovato il coraggio di fare cose che mai avrei pensato possibili.
Le sue richieste erano diverse da quelle di Ula: non mi bastava più “capire”, dovevo essere presente, autentica, coerente.
Sky ha contribuito in modo profondo a rafforzare la mia autostima.
Stando al suo fianco, ho sperimentato che la fiducia in sé non nasce dal sentirsi “giusti” o perfetti, ma dal riconoscere la
propria vulnerabilità e attraversarla.
Lavorando con i miei allievi, ho visto lo stesso processo ripetersi.
Non è con le parole che si apprendono concetti come rispetto, empatia, presenza. È vivendoli.
Un cavallo non mente. E non accetta compromessi: ti invita ad abitare il momento, a sentirti, a cambiare non perché “devi”, ma perché desideri farlo.
Questa è la forza dell’apprendimento esperienziale: è reale, è tuo, e rimane.
Lo dice anche la psicologia. I miei studi mi hanno confermato quanto il corpo, le emozioni e l’ambiente siano coinvolti nell’apprendimento.
Teorie come quella dell’embodiment, dell’apprendimento esperienziale o la teoria polivagale parlano proprio di questo: non impariamo davvero finché non ci mettiamo in gioco.
Oggi sono convinta che l’esperienza sia la via maestra della consapevolezza.
Possiamo imparare molto dalle parole, ma è solo nella pratica che quelle parole diventano parte di noi.
Non si tratta di sapere, ma di essere.
E per me, tutto questo ha avuto inizio grazie a due cavalli: Ula e Sky e a loro devo più di quanto le parole possano esprimere.





